È un progetto artistico realizzato tra il 2014 e il 2015, durante la frequentazione di alcuni tra i più suggestivi campi da golf italiani, fotografati in occasione delle gare organizzate dall’associazione sportiva One Golf Corporate.

All’inizio c’erano i giocatori, i loro gesti, la concentrazione prima dello swing. Poi, poco alla volta, è stato il paesaggio a chiedere attenzione.

La varietà delle forme vegetali, la luce, gli spazi e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente hanno trasformato il campo da gioco in qualcosa di più ampio: un luogo in cui osservare la relazione tra natura, bellezza e tempo.

Le fotografie cercano proprio questo.

Non soltanto il golf, ma ciò che accade intorno al gesto. La cura, l’attesa, la misura. Una gestualità quasi rituale che, immersa in paesaggi dal carattere senza tempo, richiama antiche rappresentazioni anglosassoni.

E in questi luoghi emerge anche una riflessione molto contemporanea: il tempo è diventato una delle nostre forme più rare di ricchezza.

Forse è anche per questo che il golf, nella sua relazione con la natura, suggerisce una pausa. Un modo diverso di abitare lo spazio e di ritrovare un equilibrio tra corpo, mente e paesaggio.