Tratto dall’intervento della Dott.ssa Marta Monciotti,

psicoterapeuta all’evento “La Forza Gentile” Solferino, Mn 2026

“Ogni donna ha un suo pantheon interiore.” J.S. Bolen 

Quello che scorgiamo nelle fotografie 

non è solo un ritratto, una bella foto, qualcosa da guardare con l’occhio della superficie e del giudizio per dire “mi piace, non mi piace, è bella, è brutta, è fatta bene oppure no …”

La fotografia ci insegna a vedere, 

ci aiuta a cogliere e a scoprire quello che si nasconde dietro l’immagine, 

quello che attraverso l’immagine può venire alla luce. 

E allora se guardiamo bene, se guardiamo “in trasparenza” come amava dire James Hillman, in queste fotografie possiamo intravedere i diversi volti del Femminile… 

o come direbbero gli antichi, i volti delle diverse Dee che vivono in ciascuna di noi.

Artemide … Estia … Atena 

e ancora Demetra e Persefone … 

Era e Afrodite … 

si mostrano nei dettagli, in un gesto, dentro uno sguardo, un abito, un movimento. Queste Dee, che sono sempre presenti dentro di noi, hanno l’occasione di emergere grazie a questa esperienza fotografica: ciascuna con le sue inclinazioni e atmosfere può entrare in campo e rendersi visibile e riconoscibile. 

Prima di tutto proprio a noi stesse, che a volte, troppo prese da certi ruoli e dal fare quotidiano, rischiamo di perdere di vista il molteplice e l’immenso che ci abita, i diversi volti del Femminile.

L’incontro con la fotografia è un’occasione per riallacciare il rapporto con il Femminile e con la sua energia.

La sala posa diventa una culla, uno spazio intimo e personale nel quale, senza bisogno di parole o ragionamenti, possiamo entrare in contatto con il nostro mondo interiore.

La fotografia diventa allora uno specchio con cui dialogare: uno spazio nel quale incontrarsi, vedersi e scoprirsi.

Non per dirsi “sono venuta bene”, “guarda che faccia”, “quanto sono brutta” o per fare tutti quei commenti che spesso ci vengono spontanei davanti a una fotografia che ci ritrae.

Al contrario, la fotografia diventa uno strumento per osservare con curiosità e senza giudizio ciò che emerge di noi.

Cosa vediamo di insolito, di nuovo, di mai osservato prima?

Cosa invece riconosciamo come familiare?

Quale Dea intravediamo nei diversi scatti?
Quale atmosfera ci viene incontro in ciascuno di essi?

È un modo per ricordarci delle infinite sfumature che ci abitano, che abitano il Femminile.

Ecco la magia di questo progetto fotografico: tenere insieme esterno e interno, corpo e psiche, profondità e leggerezza.

La bellezza che queste fotografie portano con sé non sta soltanto nell’ottenere una bella immagine da incorniciare.

Quella può esserci, naturalmente.

Ma non è questo il punto.

Il punto è incontrare qualcosa di sé attraverso la propria immagine.

E scoprire che, dentro una fotografia, può emergere una parte di noi che non avevamo ancora visto.

non è nella ricerca di una simmetria perfetta, di un’ideale estetico senza sbavature, 

La bellezza che questi scatti portano con sé è molto di più: è un’esperienza del corpo e della psiche, un risveglio del sentire e del percepire, un modo per sentirsi perfette nell’imperfezione!

Il Femminile è l’origine e la radice che vive in ciascuna donna e che ci nutre in maniera invisibile in ogni istante.

È un ‘energia difficile da definire o descrivere perchè il Femminile è oceanico. 

È ciclico, mutevole sfaccettato … non è lineare, è concreto e sognante allo stesso tempo, luminoso e oscuro… imprevedibile e misterioso.

Leggi la riflessione della dott.ssa Marta Monciotti sull’esperienza Dea Boudoir

Scopri la dea che è in te